La definizione più generale della parola embracement è: “uno spontaneo accettare o adozione di qualcosa, l’includerla come parte di un qualcosa più ampio e di fare questo volonterosamente e con zelo: “l’abbracciare una causa sociale” (Roget 1995 tradotto). Durante le mie attività di ricerca scientifica ho osservato questo processo, che ho riformulato concettualmente come un nuovo tipo di inclusione sociale che viene ‘dal basso verso l’alto’; una reintegrazione sociale quindi che è auto-direttiva (Burls & Caan 2004). In termini simbolici embracement è un processo sia di crescita personale che sociale. Se si allinea embracement con la crescita di una pianta e si considera la persona con disabilità o emarginata come tale pianta, il processo di crescita avanza in questo modo: la piantina appena spuntata dal suolo, emerge stentatamente, non sapendo quali condizioni o sorte affronterà. La persona con disabilità, spesso ha esperienza di emarginazione dalla società; quindi l’emergere in questa nuova situazione è influenzato da molti fattori sia interni che esterni. Come per la piantina, il loro progresso dipende sia dalle risorse interne e personali che dalle minacce che potrebbero affrontare. Negli ambienti dove la crescita è incoraggiata e facilitata, la piantina comincerà a crescere nuove foglie. Nella persona questo è imitato nel graduale sviluppo di una crescita personale e salute (fisica e psicologica). Nello sviluppare ed espandere queste nuove ‘foglie’ la pianta/persona comincia a ricavarne una crescita personale e quindi il processo di crescita continua. Con vero e tangibile supporto di altri elementi (luce, acqua, nutrienti) la pianta crescerà delle altre foglie. Lo sviluppo della persona trova ugualmente beneficio da tale supporto e nutrimento (suggerimenti/ addestramento/terapia, re-integrazione sociale) e può ulteriormente crescere nel trovare un ricongiungimento con altri individui o con un gruppo, sentendosi anche più inclusa e socialmente competente, ma anche un diretto ricongiungimento con la natura. Tutto questo può diventare la forza motrice che porta la persona a sviluppare un’ulteriore crescita personale, derivata dall’auto-stima, acquisizione di nuove capacità, cooperazione, accettazione, soddisfazione, un senso di sè, un senso di luogo, responsabilità. Questo impulso è auto-perpetuante, dando alla pianta/persona una spinta, lo stimolo ed energia verso un’ulteriore crescita. In più il nuovo benessere sia fisico, che psicologico, derivato dalle attività ecoterapeutiche, serve a dare un’ulteriore spinta. La persona comincia ad aprirsi dei nuovi orizzonti e a lasciare indietro il fardello dell’emarginazione e a impegnarsi verso la realizzazione di un più alto livello di re-integrazione e competenza sociale che sono auto-dirette. Nel raggiungere tali competenze si godono scambi sociali e apprendimento che danno ancor più potere e spinta per crescere. Questa partecipazione diretta diventa una realtà che è di solito molto lontana dalle tipiche attitudini e posizioni sociali della persona emarginata. Il valore degli approcci ecoterapeutici è nel sollecitare lo sviluppo di un senso di responsabilità anche per la salute dell’ambiente. Questo perchè tali persone lo hanno riscoperto, imparato ad apprezzarlo, se ne sono prese cura nel lavorarci, migliorandolo e salvaguardandolo. Questo ha per loro facilitato, quindi, anche una comprensione dei propri problemi e uno sviluppo di un sè più salubre, attraverso l’uso di significati metaforici derivati dall’ambiente stesso, in forma di terapia ed educazione esperienziale. La natura è quindi diventata la loro alleata, amica, insegnante, co-terapeuta. E loro hanno ‘abbracciato’ la loro guarigione, ma hanno anche preso impegno di contribuire al gruppo, alla comunità e al mondo naturale che li circonda.
Lo sviluppo di queste nuove competenze e crescita personale da un più ampio parametro di conoscenza e, in tanti, una risoluta passione verso la salvaguardia dell’ambiente locale. In senso metaforico, quindi, la pianta ha raggiunto lo stadio di fioritura e la persona quello di embracement; in più la pianta ha sviluppato radici piu robuste e la persona ha ritrovato le sue ‘radici’ nella sua comunità . Per alcuni questo significa cercare un’occupazione o attività che coinvolgano sia la comunità che l’ambiente, per altri questo porta ad uno sviluppo, ancora più pronunciato, di maestria sociale che li porterà ad un vero e proprio coinvolgimento socio-politico. Alcuni diverranno educatori e protagonisti nella salvaguardia della biodiversità e della conservazione ambientale.
Il processo dell’embracement non deve vedersi ristretto alla ecoterapia ma può comunque applicarsi altrettando facilmente ad altri campi dell’arazzo di attività dirette alla re-integrazione sociale.
© Ambra Burls 2006
References
Burls & Caan (2004) Social exclusion and embracement: a helpful concept?
Journal of Primary Health Care Research and Development Vol. 5 191-192
Roget’s II (1995) The New Thesaurus, Third Edition.
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